martedì, aprile 22, 2008
posted by GregZ at 8:01 PM


un'inedita del tibet,...da una parte sono rapito da questa foto, dall'altra vorrei nn averla mai fatta.......solo piccoli conflitti interni di un sedicente fotografo su etica, moralità, dignità e professione...
..e un pensiero ai reporter di guerra, che fotografano miseria, dolore, disperazione e morte.....mi chiedo come possano in alcuni casi stare freddi dietro a un mirino?? come possano avere un battito regolare di fronte all'orrore?? ....va benissimo documentare, va bene sensibilizzare,....ma nei limiti della dignità umana,.......
..c'è forse l'obbligo di portare a casa la foto piu scioccante, la foto che turba di piu,..seguendo le logiche giornalistiche del dramma e dello spettacolo?? preferire la professione alla dignità?? ...
..o forse c'è anche chi piange dietro a quel mirino,.. stravolto da 1000 emozioni??..
..o forse la verità è che nessuno impone limiti a nessuno, i limiti ce li imponiamo da soli, inutile fingere di avere oneri verso il genere umano, inutile fingere di essere schiavi del sistema...
c'è un soggetto che compie un azione,....c'è un azione compiuta da un soggetto......un'analisi grammaticale di ben pochi elementi....

..ma cmq,...a proposito della questione vi segnalo un film/documentario che mi ha steso,...war photographer, protagonista James Nachtwey, il maggior fotoreporter di guerra contemporaneo...